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Chi sono

Lavoro da anni nell’ambito della qualità e della sicurezza, come traduttrice in ambito tecnico-scientifico e come insegnante privata.

Lo scopo di questo blog è di raccogliere informazioni importanti che vorrei condividere con altri traduttori o con i miei studenti.

Ho una laurea in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e un master di primo livello in Traduzione tecnica dall’inglese all’italiano, un lavoro nel campo della qualità e della sicurezza – che ho scelto di mantenere in modalità part time per prendermi cura delle mie due figlie – in un’azienda di alto livello tecnologico da quasi 20 anni, tutto in accordo con la mia grandissima passione per le lingue straniere e le materie scientifiche.

Adoro infatti le materie come la matematica, la fisica, la geologia, la chimica e la biologia e sono fluente in inglese e in francese, con un livello di conoscenza intermedia del tedesco.

Assistendo nello studio le mie due figlie (che ormai sono ventenni!) e le loro amiche ho scoperto che, oltre alla grande passione per le lingue e le scienze, mi piace tantissimo anche cercare di divulgare ciò che conosco, così ho iniziato a dare lezioni private a ragazzi e adulti.

Allo stesso tempo, avendo svolto saltuariamente dei servizi di traduzione e interpretariato, ed essendo stata molto appassionata da questa attività, ho deciso di intraprendere un master in Traduzione tecnico-scientifica e la localizzazione informatica, che ho concluso nel gennaio del 2020, grazie al quale ho trovato nuovi stimoli per rendere più rigoroso e creativo il mio modo di lavorare.

For my presentation in English please click here.

Devianza

In statistica la devianza, o somma dei quadrati degli scarti dalla media, è un indice di dispersione dei dati.

Per calcolarla si calcola prima la media, poi si calcola la differenza di ogni osservazione dalla media e poi se ne calcola il quadrato. Infine si fa la somma di tutti le differenze al quadrato.

N = numero delle unità della popolazione

μ = media aritmetica

xi = diverse modalità assunte dal carattere X

Un metodo alternativo per calcolare la devianza è di moltiplicare la varianza per N, visto che la varianza è data dalla devianza diviso N.

La varianza viene spesso scomposta, per analizzare la variabilità totale del fenomeno in esame in relazione a quella di sottogruppi più omogenei.

Corso di inglese completo

In questo post riporterò i link ai video di un corso di inglese gratis visualizzabile su Youtube, che accompagna l’utente dal livello Beginner (principiante, corrispondente al livello A1) al livello Advanced (avanzato, corrispondente al livello C1), accompagnati dalle mie note personali riguardo agli argomenti trattati in ogni video.

Il corso di Youtube che riporto è fatto davvero bene, lo seguii io tempo fa per arrivare al livello Advanced e consiglio agli studenti da molti anni.

Un suggerimento: se cercate un argomento in particolare premete sulla vostra tastiera contemporaneamente i tasti Ctrl e F, vi si aprirà una barra di ricerca in cui potete scrivere l’argomento che volete approfondire e poi troverete in quale video è trattato e in quale minuto.

Il mio post si chiama “corso di inglese completo”, ma avrei dovuto lasciarlo tra virgolette per due motivi:

  • uno è che nessun corso, anche se come questo tocca tutte le questioni grammaticali salienti, può davvero essere completo: la conoscenza delle lingue straniere va coltivata e migliorata ogni giorno e in diversi modi, in quanto non c’è nessuno che conosce davvero tutte le espressioni e i termini di una lingua (questo vale anche per la nostra lingua madre!)
  • l’altro è che questo post continuerà a evolvere nel tempo, diventando sempre più ricco di commenti e di spiegazioni

Quindi, anche se questo corso è un buon inizio e un’ottima guida per progredire con la conoscenza dell’inglese, non basta limitarsi a seguirlo per imparare a parlare e scrivere in inglese.

Occorre anche esercitarsi, sia nella produzione scritta che in quella orale, da soli o con un insegnante, per cui seguono anche dei consigli e delle indicazioni per poterlo integrare al meglio:

1) trovatevi un buon testo o un’applicazione per esercitarvi nella produzione scritta.

Un testo valido, che contiene anche le regole grammaticali più importanti, è questo:

2) cercate in ogni momento di praticare l’inglese, ad esempio scegliendo l’inglese come lingua principale nelle impostazioni del proprio telefono

3) da un certo livello in poi occorre integrare il corso in vari modi, ad esempio guardando i film in lingua originale, ma anche e soprattutto praticandolo con un madrelingua o qualcuno che lo parla in modo fluente. Non importa se all’inizio fate figuracce o non ci riuscite, non vi demoralizzate e ricordatevi che imparare una nuova lingua è un atto di coraggio e comunque degno di ammirazione!

Quello riportato di seguito è il mio motto e per la spiegazione vi invito a guardare questo video, che è di un’insegnante di chimica, ma va benissimo anche in questo contesto.

Il corso è così strutturato e in questo post, che è focalizzato soprattutto sul lato della grammatica, saranno riportati solo i video fino al livello Advanced:

▶ Beginner Level 1, 2 ,3, 4

▶ Elementary Level 1, 2, 3, 4

▶ Lower Level 1, 2, 3, 4

▶ Upper Level 1, 2, 3, 4, 5

▶ Advanced Level 1, 2, 3, 4, 5

▶ Business Level 1, 2, 3, 4

Per comodità del lettore, sotto a ogni video ho riportato il minuto in cui ogni singolo argomento viene spiegato, oltre alle mie note e spiegazioni, che nel tempo verranno sempre di più estese e migliorate, anche grazie al vostro contributo.

Seguono ora i link ai video. Personalmente trovo questo corso molto ben fatto e divertente, quindi buona visione!

01 Beginner Level

01 Beginner 1

5:50 to be normal form

12:40 to be negative form

17:10 nationalities

22:30 important questions

27:50 spelling & alphabet

33:30 question words

39:50 prepositions

45:55 how to say the time

02 Beginner Level

02 Beginner 2

02:35 there is/there are

07:05 countable and uncountable nouns

13:20 this/that/these/those

16:40 enough/too much/too many/etc

23:00 simple present normal form

29:00 frequency adverbs

acronym DYNOSAUR (everyDay- Never – Often – Sometimes – Always – Usually – Rarely/Seldom)

36:35 present simple question form

44:00 present simple negative form

Vocabulary:

smashing = wondeful

to have daggers for someone = guardare male

03 Beginner Level

03 Beginner 3

02:00 can/can’t

(ability, requests, permission, prohibition)

07:00 can again

09:00 pronunciation of can – question form

13:00 making suggestions

19:00 would like

24:00 no contracted in questions

25:00 contracted in the positive and negative

30:00 some in offers/requests (exception)

04 Beginner Level

04 Beginner 4

02:00 present continuous normal form

10:00 when to use present continuous

(at this present moment in time – right now – or around the moment)

14:35 present continuous

21:35 present continuous used for the future

30:00 have to

37:50 revision of present tenses

Vocabulary:

burners = fornelli

basin = lavandino

05 Elementary Level

05 Elementary 1

03:30 to have

11:30 have got

21:00 directions and imperative

26:45 instructions and imperative

33:30 past simple of to be (positive, negative and question form)

40:00 when to use past simple

acronym OIL WAY (On – In – Last – When – Ago – Yesterday)

es: On + days and specific dates, In + months and years, Last + week, When + were you there, two days Ago, Yesterday I was…

06 Elementary Level

06 Elementary 2

03:50 past simple for regular and irregular verbs (spelling and pronunciation)

12:55 simple past negative and question form

22:10 simple past pronunciation of regular verbs

28:10 simple past

37:44 adjectives for city and countryside and pronunciation

exctiting false friend

46:00 should

07 Elementary Level

07 Elementary 3

02:40 comparative forms of adjectives with one or more than two syllables

10:50 comparative forms of adjectives two syllables and exceptions

17:55 superlative form

25:50 superlative exceptions

08 Elementary Level

08 Elementary 4

04:50 will for snap decisions

13:25 going to

22:50 question tags

09 Lower Intermediate Level

09 Lower Intermediate 1

05:20 question forms with auxiliary verbs

14:30 short answers

23:45 telephone language

31:45 telephone language

Hello, this is…

Hello, … speaking

37:55 ways of asking for permission – modal verbs

may: more formal

could

can less formal

44:05 other modal verbs

must: strong obligation

must not (mustn’t): prohibition

have to: obligation

don’t have to: optional

Vocabulary and expressions

what a bunch of nuts = che gabbia di matti

10 Lower intermediate Level

10 Lower Intermediate 2

04:00 will for predictions

10:05 going to

18:00 revision of simple past and of irregular verbs

27:00 questions with the verb like

36:45 past continuous

45:50 so and such

55:05 vocabulary and expressions

11 Lower intermediate Level

11 Lower Intermediate 3

04:40 can in the future and in the past = to be able to

to be allowed to = permission

12:45 modal verbs of probability/possibility (must/can/might)

Vocabulary: engrossing

23:20 used to

32:20 question tags in the past

12 Lower intermediate Level

12 Lower Intermediate 4

03:10 comparatives and superlatives

10:10 comparatives and superlatives for different adjectives

17:00 present perfect

23:50 when to use the present perfect

acronym JEANY (Just-Ever-Already-Never-Yet)

In questo caso just significa “appena”. Never è un ever con la N che lo rende negativo (come any e none).

Di solito le particelle si inseriscono tra have e il participio passato, l’unica eccezione è yet che va alla fine.

Il corso prosegue poi con l’Upper Intermediate, l’Advanced e il Business Level, per cui sono di seguito riportati i video e verranno aggiunti commenti con il tempo.

Buon proseguimento di visione!

13 Upper Intermediate Level
14 Upper Intermediate Level
15 Upper Intermediate Level
16 Upper Intermediate Level
17 Upper Intermediate Level
18 Advanced Level
19 Advanced Level
20 Advanced Level
21 Advanced Level
22 Advanced Level

Di seguito un bel film sulla comunicazione tra parlanti diverse lingue.

Concorrenza perfetta VS Monopolio

I profitti di un’impresa vengono di solito massimizzati a condizione che costo marginale uguagli il ricavo marginale (CMG = RMG), ma questa condizione non ci dà informazioni su quanto sia alto: potrebbe essere appena sufficiente per sopravvivere, oppure talmente basso da costringere l’impresa a chiudere, a seconda del prezzo praticato al consumatore.

Le imprese che operano in un ambito fortemente competitivo si comporteranno in modo molto diverso da quelle che non subiscono alcuna concorrenza: in particolare saranno costretta a mantenere bassi i prezzi e a essere il più efficienti possibile, semplicemente per poter continuare a sopravvivere.

Al contrario, le imprese che non devono affrontare concorrenza (come ad esempio le grandi industrie farmaceutiche) possono avere un notevole potere nel determinare i prezzi; a fame le spese saranno i consumatori, costretti a pagare prezzi elevati.

Le imprese possono essere quindi classificate in base al grado di concorrenza, andando dall’estremo della libera concorrenza (o concorrenza perfetta) all’estremo opposto del monopolio.

La concorrenza perfetta è caratterizzata da un numero molto elevato di imprese che competono tra loro. Ciascuna impresa è così piccola rispetto all’intera industria che non ha alcun potere di influenzare il prezzo, si dice in inglese che è price-taker.

Il monopolio è invece caratterizzato da una sola impresa che non subisce alcuna concorrenza da parte di altre imprese. Un’impresa monopolistica ha la capacità di influenzare il prezzo di mercato e viene pertanto definita price-maker.

Le principali differenze tra le due forme di mercato sono:

  • il grado di libertà con cui nuove imprese possono entrare nell’industria, liberamente nella libera concorrenza e a livello limitato nel monopolio
  • la natura del prodotto, omogeneo nel caso della libera concorrenza o con differenziazione di prodotto nel caso del monopolio
  • il grado di elasticità del tipo di domanda della singola impresa, connesso al prezzo: se l’impresa aumenta il prezzo, essa potrà perdere tutte le vendite (curva di domanda orizzontale) nel caso della libera concorrenza o solo una piccola parte delle vendite (curva di domanda anelastica) nel caso del monopolio
  • il grado di controllo sul prezzo da parte delle imprese; l’impresa è price-taker nel caso della libera concorrenza (P indipendente da Q) o price-maker, cioè libera di scegliere il suo prezzo, influenzando così anche i suoi profitti, in base alla quantità (P dipendente da Q) nel caso del monopolio. La massimizzazione dei profitti si ottiene così in modi diversi:
Profitto nel caso di libera concorrenza e di monopolio

Alcune industrie tendono ad avere una forma di mercato simile alla concorrenza perfetta, con il risultato che anche la loro performance si avvicini a quella di questa forma estrema, altre industrie sono invece più vicine al monopolio (ad esempio, quando c’è un’impresa dominante e molte piccole imprese): in questi casi la performance dell’industria assomiglia a quella del modello di monopolio.

Gran parte delle imprese del mondo reale operano in regime di concorrenza imperfetta, ma è comunque utile studiare i due casi estremi costituiti dalla libera concorrenza e dal monopolio, in quanto forniscono un punto di riferimento per capire la realtà economica.

CONCORRENZA PERFETTA

In questo caso estremo le imprese sono completamente sottoposte alle forze di mercato; non hanno alcun potere di influenzare il prezzo del prodotto; il prezzo a cui vendono è determinato esclusivamente dall’interazione della domanda e dell’offerta di mercato e non dipende dalla quantità.

La curva dei ricavi è in questo caso una retta e il prezzo ne rappresenta il coefficiente angolare.

Massimizzazione dei profitti per concorrenza perfetta

I mercati perfettamente competitivi sono basati su quattro ipotesi fondamentali.

1) esiste un numero molto elevato di imprese nel mercato, il che implica che la singola impresa produca una quota trascurabile dell’offerta totale, e ci sono anche tanti consumatori interessati ad acquistare il bene

2) bene omogeneo: tutte le unità del bene sono identiche dal punto di vista dei consumatori, indipendentemente da chi vende il bene e dove, quindi ai consumatori non interessa da chi acquistano il bene: i beni venduti da due venditori concorrenti sono gli stessi agli occhi dei consumatori e la conseguenza è che i consumatori compreranno sempre il bene dal venditore che offre il bene a un prezzo più basso. Esempi di beni omogenei possono essere la benzina o l’acqua potabile in bottiglia.

3) informazione perfetta: consumatori e produttori hanno una conoscenza perfetta del mercato: tutte le informazioni rilevanti sono di pubblico dominio.

Un esempio di informazione imperfetta è l’informazione asimmetrica, solo in cui una parte del mercato è a conoscenza di informazioni che sono rilevanti per l’altra parte del mercato. Per esempio, nel mercato delle auto usate, i venditori hanno tipicamente più informazioni sullo stato dell’auto (ad esempio se ha avuto incidenti) rispetto ai potenziali acquirenti. L’informazione perfetta assicura che tutti gli acquirenti e i venditori sappiano tutto quello che devono sapere sulle caratteristiche del bene, le loro funzioni di utilità, le strutture dei costi e così via.

4) completa libertà di entrata e di uscita del mercato da parte di nuove imprese: non c’è nessuno costo per entrare e uscire dall’industria e le imprese già operative non sono in grado di impedire ad altre imprese di entrare nell’industria.

Le prime tre ipotesi, se agiscono congiuntamente, implicano che nessuno può influire sul prezzo di mercato: tutte le imprese e i loro clienti sono dunque price-taker. Tali ipotesi sono piuttosto restrittive e poche industrie al mondo le soddisfano. Alcuni mercati agricoli, come quello delle patate, si avvicinano al modello della concorrenza perfetta.

Se tutti i venditori vendono il bene allo stesso prezzo (detto prezzo di mercato), un venditore che applica un prezzo più alto in libera concorrenza non venderà nulla. Allo stesso modo, se un singolo acquirente non è disposto a pagare il prezzo di mercato e chiede un prezzo più basso, se l’impresa non può vendere al prezzo di mercato a un acquirente specifico, troverà comunque molti altri acquirenti disposti a pagare il prezzo di mercato. Pertanto, né i singoli consumatori né i singoli produttori possono influenzare il prezzo di mercato.

In un mercato basato sulla libera concorrenza il benessere totale (cioè la somma del surplus del consumatore e del produttore) è massimo. Poiché non c’è perdita secca, il punto di equilibrio in concorrenza perfetta di solito viene preso come punto di riferimento per misurare la perdita di surplus associata a strutture di mercato non sono perfettamente competitive.

La concorrenza perfetta può essere “disturbata” da vari interventi, come ad esempio l’imposizione di un prezzo massimo, di un prezzo minimo, di quote di produzione o di un’imposta.

Imposizione di un prezzo minimo
Quota di produzione

MONOPOLIO

Un’impresa monopolistica ha la capacità di influenzare il prezzo di mercato, pertanto il prezzo può dipendere dalla quantità prodotta e la curva dei ricavi in questo caso non è una retta con coefficiente angolare costante, bensì una curva con tangente variabile.

Massimizzazione dei profitti per monopolio (grafico)
Massimizzazione del profitto per monopolio (formule)
Massimizzazione del profitto in monopolio (supponendo P(Q) = a-bQ
Mark-up
Indice di Lerner