Come aiutare il nostro corpo in modo semplice ed economico

Oggi è una bella domenica di novembre e il sole splende come se fosse primavera – nonostante le cattive notizie che si leggono in questo 2020 funestato dal dolore e dalla paura – quasi a ricordarci che dobbiamo ancora prenderci cura di noi stessi e pensare a quando tutto questo sarà finito e potremo di nuovo uscire e viaggiare senza avere paura.

Così ne ho approfittato per stare un po’ in giardino e preparare un’insalata svuota frigo, che penso sarà la mia insalata dell’anno, semplice e buona, fatta di tranci di salmone selvaggio arrosto, arance e pistacchi salati, il tutto condito da un bel po’ di olio EVO.

Ricordo che anche i miei nonni avevano l’abitudine di mangiare le arance condite con olio e sale… e facevano davvero bene!

Per completare la salubrità del mio brunch ho assunto una porzione di vitamina D: ultimamente uso quella che si trova su Amazon, che mi è stata ovviamente prescritta dal dottore di medicina interna da cui sono seguita.

Invito davvero tutti, in particolare coloro che soffrono di malattie autoimmuni, a controllare il proprio livello di vitamina D e a trovare un bravo medico che dia consigli su come integrarla al meglio.

Una nota: per assimilare al meglio la vitamina D è consigliabile assumere anche magnesio e vitamina K (che è possibile acquistare allo stesso modo su Amazon), ma mai nello stesso momento. Ciò che faccio io è prendere la vitamina D a colazione, la vitamina K a pranzo (entrambe queste vitamine sono liposolubili, quindi vengono assimilate al meglio se assunte durante i pasti) e il magnesio prima di andare a dormire, ma ovviamente per ognuno le preferenze possono variare.

Di mattina assumo anche la vitamina B, per partire con più energia.

Attenzione però con la vitamina D: può farci anche molto male se le dosi non sono giuste, quindi è obbligatorio consultarsi sempre con un medico prima di assumerla!

I panni sporchi non si lava(va)no in famiglia!

Prima che la lavatrice fosse inventata, i panni sporchi si lavavano a mano, azione comunemente descritta con l’espressione fare il bucato o lavare il bucato in italiano, molto simile a quella in spagnolo hacer la colada.

Alla base di questo modo di chiamare l’azione del lavare i panni è ipotizzabile che ci sia il sostantivo latino originariamente neutro plurale bucata, connesso al verbo di origine germanica bukon, che significa “lavare con la lisciva”.

Un’altra possibile origine potrebbe derivare dalla procedura utilizzata per lavare i panni prima dell’avvento della lavatrice, che prevedeva l’utilizzo di un tipo di recipiente, di legno o di terracotta, caratterizzato da un buco chiuso da un tappo sul fondo.

Si ponevano i panni in questo contenitore e vi si rovesciava sopra, attraverso un telo bucherellato detto ceneraccio, un composto di acqua bollente e cenere di legna (detta liscivia), che fungeva da detersivo. Dopo circa un’ora si rimuoveva il tappo, lasciando scorrere l’acqua sporca attraverso il buco e si andava quindi a risciacquare i panni con l’acqua pulita delle fontane.

L’espressione “fare il bucato” potrebbe essere stata originata dalla presenza del buco sul fondo del recipiente o dei fori sul telo attraverso il quale veniva filtrata la cenere, nel versarla sui panni insieme all’acqua bollente.

Le lavandaie fungevano dunque da “lavatrici umane”, usando la cenere del camino, l’acqua delle fontane e tanto “olio di gomito” per strofinare e torcere i panni.

Un lavoro molto logorante e usurante, che ai tempi nostri ci è quasi sempre risparmiato dalle lavatrici e dalle asciugatrici.

Personalmente ho solo la lavatrice (e non so come potrei stare senza, data la velocità con cui le mie figlie accumulano i panni sporchi nell’apposita cesta, che finisce sempre per straripare e occupare tutto lo sgabuzzino) e non l’asciugatrice classica, non avendo spazio in casa per un ulteriore elettrodomestico bianco e avendo invece un grande giardino dove batte sempre il sole e una comoda asciugatrice portatile che mi aiuta molto quando ho dei panni da asciugare urgentemente e fuori non c’è il sole.

Occupa pochissimo spazio e posso smontarla e rimontarla al bisogno, inoltre ha il pregio di scaldare la stanza in cui decido di accenderla: non potrei mai farne a meno!

Questo è il link di Amazon da cui è possibile acquistarla.

Sicuramente la tecnologia ci offre mille modi per rendere la nostra vita più leggera e io posso scrivere questo articolo mentre la mia lavatrice lavora per me.

Tuttavia, quando passo davanti a quelle che erano le fonti o i lavatoi della mia città, mi sembra di sentire le storie e i canti che le donne condividevano mentre se ne stavano là a strofinare e strizzare il loro bucato ben pulito e mi domando quanto i nostri elettrodomestici bianchi ci stanno rubando, rispetto ai tempi in cui i panni sporchi non si lavavano affatto in famiglia.

Fonti di Via del Duomo a Spoleto (foto di Silvio Sorcini)
Lavatoio di Via delle Mura o di Monterone a Spoleto (foto di Silvio Sorcini)

La chimica organica è divertente!

Non mi ricordavo di aver trovato la chimica organica così divertente quando l’ho studiata all’università, invece ora che la sto riscoprendo con mia figlia si sta rivelando davvero piacevole, grazie a YouTube e ad Amazon.

Non ci credete? Cominciate con il guardare questo video, in cui l’ibridazione degli orbitali del carbonio è spiegata davvero molto bene (tenere conto che il carbonio prima o contemporaneamente all’ibridazione si eccita e l’eccitazione promuove l’elettrone dall’orbitale 2s all’orbitale 2p, passaggio omesso nel video):

Poi, con i modellini che si trovano su Amazon, potete costruire in tre dimensioni tante molecole e il divertimento è davvero assicurato!

Io ho scelto i modellini più economici, in quanto non sapevo ancora se fidarmi di questa marca, ma ce ne sono anche di più completi sempre dello stesso produttore, se volete essere in grado di creare più molecole, e posso confermare che sono fatti davvero bene (l’unico limite è che con questi modellini non viene evidenziata la sovrapposizione parallela degli orbitali p).

Il libro di chimica organica che seguo è Carbonio, metabolismo, biotech – Chimica organica, biochimica e biotecnologie della Zanichelli.

Ho cominciato con il formare le molecole spiegate nel video, quella del metano (ibridazione sp3 e struttura tridimensionale), dell’etilene o etene (ibridazione sp2 e struttura planare) e dell’acetilene o etino (ibridazione sp e struttura lineare) – in ordine invertito nella figura.

Acetilene, Etilene e Metano

Ho costruito i due isomeri n-butano e 2-metilpropano:

n-butano
2-metilpropano

E altre molecole durante gli esercizi:

Acetilene
Acido cianidrico

Suggerisco inoltre di scaricare il programma gratuito chemsketch, con cui è possibile scrivere reazioni, disegnare molecole organiche e vederle ruotare intorno a se stesse in modo tridimensionale; inoltre è presente una sezione su tutta l’attrezzatura da laboratorio.

Qui il video di una pratica dimostrazione del suo facile utilizzo.

COME CAPIRE LA CRESCITA ESPONENZIALE

A ottobre 2020 eccoci di nuovo a parlare di crescita esponenziale dei contagi.

In questo articlo mi propongo di spiegare nel modo più semplice possibile in cosa consiste la crescita esponenziale, sia a persone che semplicemente vogliono capirci di più, soprattutto in questo particolare momento storico, sia a studenti che devono capirci di più perché stanno affrontando questo argomento a scuola.

Le funzioni esponenziali sono utilizzate per descrivere la crescita della diffusione dei virus nel caso in cui non vengano prese in considerazione delle misure restrittive o nel caso, che stiamo ora tristemente vivendo, in cui le misure prese non sono sufficienti: ma cos’è in pratica la funzione esponenziale?

Innanzitutto chiariamo il concetto di funzione: è una relazione tra una variabile indipendente, la x, e una da essa dipendente, la y.

La relazione che esiste tra la x e la y, che descrive il modo in cui la y varia al variare della x, viene riportata nel piano cartesiano, così ad esempio la funzione y=2x a ogni numero x preso sull’asse orizzontale delle ascisse fa corrispondere sull’asse verticale delle ordinate (quindi delle y) un numero che è il doppio di x.

L’esponenziale (ax) è una funzione data da una potenza in cui la base è costante e l’esponente è variabile.

Ad esempio 2x è una funzione esponenziale.

Invece x2 non è una funzione esponenziale, perché la variabile x è la base e non l’esponente.

Nel seguente video cerco di spiegare la funzione esponenziale… con una scacchiera!

Riporto di seguito un video in cui la funzione esponenziale è spiegata molto bene.

EDIT: postando questo articolo sull’interessantissimo Gruppo di Matematica che è su Facebook ho potuto constatare che ci sono tanti altri esempi per spiegare la funzione esponenziale:

  • ipotetici lavori con la paga che comincia da due centesimi a giornata e raddoppia ogni giorno che vengono (erroneamente) rifiutati in quanto si crede che non portino abbastanza guadagno;
  • il regime composto in matematica finanziaria: gli interessi maturati in un periodo entrano a far parte del capitale, che maturerà a sua volta altri interessi nel periodo successivo. Si ottiene quindi il montante (somma del capitale C e degli interessi) con una funzione esponenziale del tempo di capitalizzazione: M = C(1+i)^t;
  • i diamanti: il prezzo di un diamante varia con crescita esponenziale rispetto alla caratura. Al raddoppio del numero di carati si non il doppio, bensì quattro volte tanto;
  • la piegatura di un foglio: problema spiegato qui, secondo il quale piegando un foglio n volte si può arrivare addirittura sulla Luna;
  • gli alberi di ordine n:
messi3
  • lo spumante: la produzione è caratterizzata da processo di rifermentazione guidato da una colonia di batteri che si riproduce con legge esponenziale
  • il problemino della ninfea sullo stagno: una ninfea si espande in uno stagno raddoppiando ogni giorno la propria superficie, Se dopo 15 giorni ha ricoperto metà dello stagno, dopo quanti giorni l’avrà ricoperto tutto? La risposta è banale, ma non scontata: un solo giorno!
Stampa su tela (120x80cm): Claude Monet - Ninfee: Amazon.it: Casa e cucina

Come imparare il tedesco divertendosi

Come imparare (o tenere allenato) il proprio tedesco divertendosi?

Se il vostro livello di tedesco è già un po’ avanzato ci sono dei libri molto simpatici per imparare il tedesco divertendosi, come ad esempio Wie man Italiener wird in 30 Lektionen / Come diventare italiano in 30 lezioni: Von Amore bis Zabaione / Dall’Amore allo Zabaione, che offre il punto di vista sull’Italia di un tedesco che vi si è trasferito per amore :).

Negli anni ho sperimentato diversi metodi per imparare le lingue e personalmente preferisco impararle anche seguendo delle storie.

Essendo cresciuta a pane e telenovele fin da piccola, tra mia madre e mia nonna che non se ne perdevano una, era quasi inevitabile che io preferissi questa modalità, che mi tiene incollata allo schermo e mi diverte 🙂

La prima sitcom che consiglio è Extra ed esiste in diverse lingue: inglese, francese, spagnolo e infine tedesco. Racconta le vicissitudini di due coinquiline, un vicino di casa e un ospite inaspettato e il fatto che sia disponibile in tante lingue, se ne conoscete almeno un’altra oltre al tedesco, permette di seguirla da più punti di vista, assimilando al meglio i vari modi di dire.

La seconda sitcom che consiglio, ambientata a Colonia, è Jojo sucht das Glück, il livello un po’ più avanzato, ma è così avvincente che si capisce tutto lo stesso anche se non si è ancora B2!

Una serie più completa, che accompagna lo spettatore da un livello base a un libello B1 ed è anche accompagnata da lezioni di grammatica ed esercizi è Nicos Weg, realizzata da Deutsche Welle e ambientata anch’essa a Colonia.

Di seguito la serie completa, che copre i livelli A1, A2 e B1 e in questo link la prima parte del corso di tedesco (completamente gratuito) a essa collegato:

Per chi ama ascoltare gli audio senza video Radio Deutsche Welle ha realizzato anche il corso audio DEUTSCH-WARUM NICHT?, ambientato ad Aachen.

Realizzata dalla BBC, ambientata sempre a Colonia e molto vintage è invece la serie dedicata alle avventure di Nicolai Antonescu, un rifugiato politico. Ve la raccomando se volete fare un tuffo negli anni ’80!

Buona visione e buon divertimento!

Come imparare le tabelline

Giorni fa ho chiesto in un bellissimo gruppo di matematica dei consigli sull’apprendimento delle tabelline.

Le risposte che ho ricevuto sono state tante, alcune scherzose, alcune invece molto utili.

Ho ricevuto anche una bellissima osservazione: la tabella della moltiplicazione (la chiamavo così) aiuta nel calcolo mentale , nel calcolo geometrico, nel vedere rettangoli equivalenti , etc. Vi si vedono anche l’iperbole (vedere il mio articolo al riguardo L’iperbole e le tabelline) e la diagonale dei quadrati, l’ho sempre utilizzata in qualunque occasione: anche per le frazioni equivalenti è utile, e evidenzia che i vari settori della matematica sono legati fra loro . La tabellina è utile anche per fare le divisioni.

Riporto di seguito i consigli che ho ritenuto più fattibili.

  • Le tabelline vanno assimilate nello stesso modo in cui si assimila l’alfabeto, non credo che esistano tecniche che aiutino la sedimentazione nella memoria a lungo termine se non tanta pazienza e ripetizione
  • Un trucchetto da insegnare è quello di fare le somme veloci quando non sono sicuri della risposta ma conoscono i valori delle tabelline “vicine”
  • Stamparla su un foglio 1 metro per 1 metro, linee grosse, tutto nero, i colori distraggono. Attaccarla in un posto in cui possono vederla. Senza l’immagine, si pretenderebbe che la sapessero a memoria prima di averla memorizzata. Non la si memorizza rispondendo giusto, la si memorizza vedendo un’immagine. Ogni tanto chiedere qualche moltiplicazione.
  • Qualcuno le ha imparate con un gioco dato dalla maestra alle elementari (1976), che ha fatto ritagliare su cartoncino dei quadrati (circa 4 cm di lato), scrivendo su una faccia l’operazione e sull’altra il risultato e facendoci poi giocare i bambini come se fossero delle memory card.
  • Ogni giorno, anche solo per 10 minuti in macchina, ripeterle insieme
  • Qualcuno mi ha suggerito di costruire un gioco con un foglio Excel, inserendovi una tavola pitagorica fatta di caselle vuote bianche e con la formattazione condizionale impostata in modo che se si scrive il risultato giusto in una casella questa si colora di verde, mentre se si scrive il risultato sbagliato si colora di rosso.

Ho così costruito il gioco in Excel, che può essere scaricato qui:

  • Poi mi sono stati consigliati una serie di video: di seguito riporto quelli che ho selezionato.
  • TABELLINA DELLO 0 CON LE DITA
  • TABELLINA DEL 4 con il quadrato di Giò

Guardando il video sul quadrato di Giò, molto coinvolgente ed efficace, mi sono ricordata del processo mentale che seguii io quando imparai le tabelline tani anni fa e che seguo ancora quando mi faccio ritornare in mente un risultato, che è molto diverso, ma essendo stato efficace per me chissà, magari può esserlo anche per qualcun altro 🙂

Infine ecco qui una bella tavola pitagorica

Vedete anche l’articolo Impara il calcolo mentale giocando e L’iperbole e le tabelline e di seguito trovate altri link suggeriti.

Buon lavoro!

Voce di glossario: data scientist

Termine in inglese
Data Scientist
Sinonimi/varianti
data scientist
Definizione in inglese
A new breed of analytical data expert who have the technical skills to solve complex problems – and the curiosity to explore what problems need to be solved.
Note tecniche in inglese
Data scientists need to have multi-disciplinary skills to be able to create a data set to test, create the code needed for the algorithms and deliver an innovative business insight.
They’re part mathematician, part computer scientist and part trend-spotter.
Equivalente italiano
data scientist
Sinonimi/varianti
scienziato dei dati
Definizione
Analista di dati digitali, capace di sfruttare gli strumenti di condivisione e collaborazione via web.
Note tecniche
Un esempio di percorso preparatorio per diventare data scientist è il dottorato di ricerca in Scienza dei dati alla Scuola Normale Superiore di Pisa, che si prefigge lo scopo di educare la nuova generazione di ricercatori a in grado di combinare le proprie competenze disciplinari a quelle di uno “scienziato dei dati”, capace di sfruttare dati e modelli per far progredire la conoscenza nelle proprie discipline o all’interfaccia fra discipline diverse.

Voce di glossario: FPGA

Termine in inglese
FPGA
Sinonimi/varianti
Field Programmable Gate Array
Definizione in inglese
A type of programmable logic chip that can be configured for a wide range of specialized applications after manufacture and delivery.
Note tecniche in inglese
Acronym for Field Programmable Gate Array, this term is very often used in the plural form.
FPGAs can be reprogrammed to incorporate innovations and upgrades. Because of their flexibility and adaptability, FPGAs are used in devices from microwave ovens to supercomputers.
Equivalente italiano
FPGA
Sinonimi/varianti
Dispositivo FPGA
Definizione
circuiti integrati che […] contengono una matrice di porte logiche che possono essere programmate dall’utente finale in campo.
Note tecniche
In generale, un dispositivo FPGA include i seguenti elementi: blocchi logici configurabili (> 1 milione di gate), memoria, unità di calcolo ad alte prestazioni (moltiplicatori, microprocessori), linee di I/O ad alta velocità (> 1 Gbit/sec), interconnessioni programmabili, distribuzione efficiente dei segnali di clock. La programmazione delle funzionalità di un disposivo è fatta dall’utente finale mediante sistemi di sviluppo di uso relativamente semplice e costo contenuto.

Voce di glossario: IoT

Termine in inglese
IoT
Sinonimi/varianti
Internet of Things
Definizione in inglese
The platform on which the operating system runs on form factors other than PCs, tablets, and phones.
Note tecniche in inglese
Acronym for Internet of Things. 
Internet of Things (IoT) research is devoted to the idea that a wide array of devices, including appliances, vehicles, buildings, and cameras, can be interconnected to collect and share their abundant sensory information to use for intelligent purposes.
Equivalente italiano
IoT 
Sinonimi/varianti
Internet degli oggetti, Internet delle cose
Definizione
Rete di oggetti dotati di tecnologie di identificazione, collegati fra di loro, in grado di comunicare sia reciprocamente sia verso punti nodali del sistema, ma soprattutto in grado di costituire un enorme network di cose dove ognuna di esse è rintracciabile per nome e in riferimento alla posizione.
Note tecniche
L’identificazione di ciascun oggetto avviene tramite minuscoli transponder a radiofrequenza in essi inseriti, oppure mediante codici a barre o codici grafici bidimensionali impressi sull’oggetto. Le applicazioni vanno dalla gestione di beni di consumo (durante la produzione, l’immagazzinamento, la distribuzione, la vendita o l’assistenza postvendita), al tracciamento di oggetti persi o rubati.

Voce di glossario: big data

Termine in inglese
Big Data
Sinonimi/varianti
big data
Definizione in inglese
Data sets that are so large that it is difficult to capture, manage, and process the data.
Note tecniche in inglese
Big data analytics examines large amounts of data to uncover hidden patterns, correlations and other insights. With today’s technology, it’s possible to analyze your data and get answers from it almost immediately – an effort that’s slower and less efficient with more traditional business intelligence solutions.
The new benefits that big data analytics brings to the table, however, are speed and efficiency. Whereas a few years ago a business would have gathered information, run analytics and unearthed information that could be used for future decisions, today that business can identify insights for immediate decisions. The ability to work faster – and stay agile – gives organizations a competitive edge they didn’t have before.
Equivalente italiano
big data
Sinonimi/varianti
megadati, Big Data
Definizione
Ingente insieme di dati digitali che possono essere rapidamente processati da banche dati centralizzate
Note tecniche
La variante Big Data è più attestata, soprattutto in ambiti estranei a IBM, come su IATE, o su siti aziendali autorevoli come quello di HPE e il glossario di Microsoft, ma essendo l’elaborato in esame un’edizione IBM è stato preferibile utilizzare la forma big data, l’unica attestata in ambito IBM.
Anche la forma big data è ampliamente attestata, oltre che in ambito IBM, nella parte italiana del sito, ove compare talvolta con le iniziali maiuscole nel titolo, ma in minuscolo nel resto del documento, ad esempio anche sulla Treccani e sul sito di SAS.